Nelio Sonego

Diego Collovini

1991

Catalogo - Viaggio lineare, Chiesa di S. Gregorio, Sacile, 1991

Viaggio lineare, Chiesa di San Gregorio

La gente alle volte pensa io prenda

una tela bianca e che vi dipinga sopra

un segno nero , ma non è vero. Dipingo

Il bianco così come dipingo il nero , e il

bianco è altrettanto importante .

Franz Kline

Sonego utilizza , in modo del tutto personale , gli elementi propri dell’arte astratta , e fra tutti viene privilegiando il segno ed il colore . I suoi materiali , certamente poveri , in un primo momento non sembrano proporre una ricerca orientata specificatamente sull’interpretazione e analisi de sustrato pittorico , né paiono essere uno studio sulla simbologia del colore , né tantomeno l’autore lascia al solo gesto il grande peso di esprimere uno stato d’animo particolare , o una determinata sensazione . Nelle opere di Sonego si viene evidenziando distintamente un procedimento creativo che tende all’organizzazione di questi elementi di base , secondo un contesto strutturato in modo sintattico . Le forme , proposte nelle opere di Sonego , diventano più leggere , più eteree , ma anche più adatte a dare un contributo alla complessa eversione della pittura . Ne viene perciò sottolineato , in questo procedere per astrazione attraverso strumenti difficilmente riferibili ad altro se non a se stessi , la perenne e latente tensione soggettiva e personale presente in ogni artista astratto . E’ un fare ricerca dall’interno di una pittura che tende all’universale , evitando così di proporre riferimenti diversi da quel lirismo di atmosfera proprio degli strumenti linguistico-espressivi che vanno a definire il processo del fare materialmente pittura

Sonego , pure non in modo così evidente come per altri artisti – i quali demandano a forme linguistiche fortemente espressive il compito di esternare, o tutt’al più interpretare uno stato emotivo- si affida ad una pittura fortemente legata a momenti razionali , a momenti cioè che inducono ad una riflessione su tutto il campo della pittura . Questo perché sia la composizione formale , sia l’atto del deporre il colore su un insolito ed indifferente piano , ( perché l’assenza di colore o di materia non ci permette di parlare di superficie) sono l’oggetto di un ininterrotto dialogo sugli strumenti comunicativi che segnano il complesso divenire della pittura o , più in generale , dell’arte contemporanea .

In quell’incalzante ed inquietante dinamica di un segno quasi nervoso , anche se interprete di una pittura consumata nel più breve e possibile rapporto spazio-tempo , trova origine un’insolita dialettica fra il gesto , il piano pittorico ed il colore . Questo complesso utilizzo della pittura e la sua conseguente lettura o interpretazione , non può limitarsi ad essere considerato come un semplice assemblaggio di questi elementi , anzi la componente dialettica in questo caso tende ad evidenziare l’opera di ricerca e di analisi resa necessaria proprio dalla coesistenza di questi elementi espressivi in un processo di accoglimento di un fatto gestuale fortemente limitato prima dall’ambiguità spaziale del quadro , poi dall’apparente profondità della superficie provvisoria . Un disequilibrio formale dunque , all’interno del quale la componente della luce – o della non luce se si tratta di un piano nero – gioca in un appariscente spazio dove le forme sovrapponendosi e modulandosi , prendono posizione a volte allargandosi in un preciso dinamismo ancora costretto da un ritmo a sequenza fatto di frammenti fluttuanti nello spazio , ma comunque al di fuori della pura ornamentazione .

L’evolutivo cambiamento presente nel percorso artistico di Sonego si mostra come una reinterpretazione degli stessi motivi compositivi che avevano caratterizzato i lavori precedenti. Il supporto cartaceo , nella già nota povertà materiale , accoglie infatti un movimento libero anche se ridotto nella dimensione - contrario all’insegnamento di Vedova , suo maestro all’Accademia di Venezia – ma per questo non certamente costretto all’interno delle minime dimensioni del quadro , dove ancora la progettazione spazio-ambientale , a suo tempo fondamento della ricerca compositiva , riesce a coinvolgere direttamente ed immediatamente lo spettatore . E in quel vuoto e bianco piano e di estensione limitata ( ma nello stesso tempo capace di offrirsi come dimensione di indefinita possibilità) la linea , se un tempo interveniva per delimitare il campo per formare altri spazi o per costruire , attraverso contrapposizioni , la figura geometrica del rettangolo , ora la stessa linea , fattasi segno distinto da una qualità di forza più che di forma , rientra nel processo di reinterpretazione dello spazio pittorico , dividendolo in settori a volte quadrati , altre volte rettangolari , altri ancora triangolari .

Vengono qui in pratica impostate le regole sintattiche per essere spesso analizzate ed interpretate su basi combinatorie , seguendo quindi le regole dell’organizzazione dei segni. Sonego realizza in un modo , certamente non tanto celato , un movimento verso l’alto , o , indifferentemente , verso il basso , reinventando così quel concetto di verticalità – caro alle esperienze di Mondrian o di Van Doesburg – che porta la composizione artistica ad uscire idealmente dal limitato spazio bidimensionale del quadro stesso , per scendere su uno più ampio dominato dalla pacata e riflessiva suggestione , o dalla viva e imprevedibile fantasia .

O ancora quella parte lasciata a sé con l’onere di problematizzare la composizione attraverso la presenza di uno spazio , quasi inebriante respiro del movimento segnico – apparentemente immediato e diverso – in continuo spostamento e in cerca di collocazione , l’artista ridefinisce lo spazio attraverso un lento e graduale momento ripetitivo , per poi immergere quei segni nel flusso di una improbabile serialità . Si innesca così nuovamente un processo di rielaborazione attraverso leggeri e progressivi spostamenti all’interno del linguaggio segnico dell’arte astratta , come un nascosto desiderio di un abbraccio sensuale , sperduto tra le trame di un labirinto di suggestive emozioni conservate nella memoria .

Il procedere artistico di Sonego , che come si è già sostenuto , non muove certo da un originario e ben definito punto di partenza , piuttosto tende alla ricerca di una possibile e problematica origine , dalla quale poi muovere , attraverso i linguaggi propri della pittura , fino al tentativo di sfiorare i molteplici percorsi della pittura stessa , per poi riallacciarli , riannodarli , reinterpretarli , all’interno però della dimensione di una più nuova e più fresca esperienza d’artista .