L’interesse dell’artista si concentra sulla definizione del segno che appare vigorosa e guizzante, aprendo agli Angoarcoli: opere essenziali caratterizzate da una potente energia e, in certi casi, non prive di un’arabescata eleganza. In tali lavori, giocati prevalentemente su un gioco di bianco (la tela) e nero (il segno), la composizione geometrica si frammenta, seguendo un calibrato impeto di natura gestuale.
«La tela è il mezzo per creare l’immagine che ho nella mente. I segni che realizzano le mie visioni sulla tela sono geometrie sciolte. Non sono geometrie definite e per questo le ho denominate prima triangoarcoli e poi angoarcoli.»
— Nelio Sonego, Cordignano, 15 ottobre 2001