L’edizione di questi disegni di Nelio Sonego copre un arco certamente limitato di anni ma si presenta particolarmente varia, non tanto come scelta del soggetto, quanto per le soluzioni che progressivamente sono state adottate, scartate e successivamente recuperate. Se infatti il riferimento è quello a una concezione plastica del campo pittorico interpretato nelle sue forme elementari, in cui la figura è costituita dalla geometria piana, diverse sono le soluzioni che la grafia può produrre: dal segno tracciato a mano libera, impreciso rispetto a una esattezza lineare di riferimento, al segno corretto e raffreddato da una maggiore aderenza al modello.
La storia raccontata è allora quella del mutarsi, del trasformarsi di una figura semplice, dalla sua chiusura alla sua apertura, dal suo isolamento alla sua moltiplicazione, alla sovrapposizione infine, all’allusione a una contenuta tridimensionalità: ma questa immagine rappresentata non vive nell’astrattezza delle idee ma si traduce nelle diverse sensibilità, e quindi nella traccia concreta che Sonego esegue e a cui sembra essere laidamente fedele.