Nelio Sonego: opportuna riproposizione i quanto la fase più recente dell’artista sacilese indica una significativa evoluzione. In galleria sono esposte anche opere datate ’84-85, a puro tratto e a colore: preamboli giustificanti il suo andar per segno.
Sonego è schivo e genuino nel comportamento come nell’arte: la sua motivazione artistica è pregnante di vita, ma cauta a manifestarsi. Da ciò un’elaborazione asciutta ed essenziale. La traccia del pastello, disciplinata nei primi lavori da cadenze geometriche, ora si fa portavoce di una identità, che si riconosce nell’esclusività del tratto a mano libera. Il segno di Sonego, infatti, ha una valenza proprio in quanto è confessione di moti interiori, leggibili nella deformità della pressione e della compatezza o nella sgranatura del tratto, assai variato a seconda della direzione, discendente o ascendente, scorrevole verso destra o rallentato nel rientrare verso sinistra, rapido nell’andamento curvato, costretto a una sosta quando giunge in un punto limite dal quale riparte costruendo un angolo. L’artista ha abbandonato la pittura a pennello, stesa a piano sulla tela o limitata a caratterizzare i suoi triangoli: la componente cromatica è ora assorbita dal segno, che può essere nero o di colore, ma mai produzione grafica diversa da quella pittorica, in quanto espressione unica, globale del suo linguaggio. E’ per questo che seguire gli svolgimenti elaborativi do Sonego è un andar per segno, un sentire scorrere della vita, fatto di costanze e di inversioni, di appagamenti e di contraddizioni. Sonego opera con francescana povertà di mezzi, con la sola, semplicissima linea. Povertà di mezzi che non significa elementarità di pensiero in quanto il segno rimanda proprio a un pensiero sfrondato da ogni oggettivazione, per proporsi nella sua limpida essenzialità. L’artista corre sul filo di questa traccia come un virtuoso dell’acrobazia: un’incertezza o una perdita di concentrazione può vanificare in un istante la significanza del segno, che, non ammettendo rielaborazioni, perpetua in modo esemplare la fragranza della prima intuizione.