Nelio Sonego

Luciano Padovese

1979

Presentazione in catalogo Galleria Grigoletti, 1979, Pordenone

La ricerca di Nelio Sonego

Esiste ancora la soffitta del pittore , ancora oggi . Esiste ancora per il giovane artista che seriamente , caparbiamente insegue il sogno di una ricerca impegnata , al di la di facili esiti mercantili . L’abbiamo visitata , questa volta , nell’incantevole architettura d’una Sacile sconosciuta , centrale e nascosta , immersa eppure calda nonostante le prime brume d’autunno. Una sorta di officina d’arte , spartita in fraterna condivisione , ospitale e intima insieme , zeppa di lavoro quasi fosse tutta una vita , ma lunga , alla base di tanta produzione.

Nelio Sonego è poco più che ventenne , diplomato all’Accademia di Venezia . Le sue tele bianche , linde , con lo sfondo tirato a tempera , segnate a mina colorata , nella sequenza di pareti espositive ora testimoniano la trafila di una ricerca meticolosa , seria , intelligente , sistematica . Che ci sembra premiata di risultati significativi e ricchi di prospettiva .

Ripercorriamo la sua strada . Un cammino di rivisitazione . Prima l’impressionismo e l’espressionismo .Poi l’astrattismo degli anni venti e quindi degli anni cinquanta , con tele che sentono la spazialità di Fontana , il segno gestuale di Vedova ( maestro all’Accademia ) e le macchie di Polloch . Una sintesi che per essere di un giovane d’Accademia aveva l’originalità d’una pulizia , d’una ispirazione interpretativa insolita . Poi l’azzerarsi della pittura e la ripresa autonoma con questi lavori che costituiscono la prima vera personale di Sonego .

Dalla scomposizione totale del quadro , alla ripresa delle componenti strutturali del linguaggio, con l’analisi della linea e di tutte le sue segmentazioni e della sua capacità di determinare una zona di spazio . Quasi una declinazione grammaticale e graduale di tutti gli effetti di costruttività e insieme di situazioni visive , che richiamano , ma solo richiamano , momenti dell’astrattismo degli anni sessanta .

L’esigenza di razionalizzare , di dare ordine . Anche il concetto di rivisitazione , in definitiva , risponde a tale esigenza , segno di chiarezza . Ma non per una voglia di intervenire dall’esterno a mettere a posto. Bensì per bisogno di penetrare in profondità al fine di arrivare alla riscoperta delle radici . E da lì ripartire in un discorso di rapporto nuovo con lo spazio . Che poi è la sorta di emblema d’un atteggiamento di rapporto con la vita . Non assecondare le trame stagionali , benchè suggestive . Leggerle tutte in profondità , coglierne gli elementi ritornanti , le componenti basiliari stabili , quelle su cui deve poggiare l’originalità perché anch’essa sia consistente .